I 581 Comuni del Veneto hanno tre anni di tempo per dotarsi di un Piano dell'illuminazione finalizzato al contenimento dell'inquinamento luminoso (Picil), come previsto dalla nuova legge regionale del 7 agosto scorso. Il Piano, che rappresenta l'atto di programmazione per la realizzazione dei nuovi impianti di illuminazione e per ogni intervento di modifica, adeguamento e installazione, ha tra i suoi obiettivi il contenimento dell'inquinamento luminoso, la valorizzazione del territorio e il miglioramento della qualità della vita. A questo proposito l'Arpav, presso la cui direzione è stato istituito l'Osservatorio permanente sull'inquinamento luminoso, ha inviato in questi giorni ai sindaci veneti una lettera con la quale ricorda che i Comuni potranno avvalersi della competenza tecnico scientifica dei dipartimenti provinciali dell'Agenzia.
«Il nostro intento è duplice - ricorda l'assessore regionale all'Ambiente, Giancarlo Conta - da un lato la tutela ambientale, dall'altro il risparmio energetico. Un comune di media dimensione, infatti, potrebbe risparmiare dal 20 al 40% sulla bolletta se rivedesse la propria illuminazione pubblica utilizzando apparecchi a norma di legge».