Dalla brochure informativa (allegata) che celebrava il passaggio di Renault dal neon ai diodi luminosi rileviamo alcuni passaggi salienti.
“Renault è stata inoltre favorevolmente colpita non solo per l’elevata qualità dei componenti, una retroilluminazione estremamente brillante e completamente uniforme ai vari elementi dell’insegnistica”; indubbiamente è stato conseguito un “notevole effetto estetico creato dall’uniforme illuminazione delle ampie lettere” avendo, al contempo “maggiore uniformità dell’immagine”.
La foto non sembra confermare gli obiettivi conclamati.
Che si possa apprezzare l’effetto delle “temperature di colore definite con tolleranze estremamente ridotte grazie ai fosfori speciali” che consentiranno un “lunga durata di vita con conseguenti estesi intervalli di manutenzione” pare alquanto azzardato.
Nutriamo qualche dubbio che “progetti di tale portata aggiungono prestigio non solo a TridonicAtco ed ai suoi clienti tipo Renault, ma anche ai produttori di insegne”e che questo sia “esattamente in linea con le aspettative iniziali di questo produttore di automobili che si appresta ad indirizzare le necessità dei clienti in modo più attento ed a mettere la qualità al centro delle proprie attività.”
Rimane innegabile invece che “il risultato finale, come dimostrato nel caso della Renault, è rappresentato da soluzioni personalizzate”.